Principessa Penelope
Avrei voluto che le cose andassero diversamente,
ma le cose non vanno diversamente.
Le persone vanno diversamente.
E a volte, l'unico posto in cui vanno è via.
Francesco Cristofaro
La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.
Molte volte, il raffreddore “cola” quando il corpo non piange.
Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire.
Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.
Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
La nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.
(Alejandro Jodorowsky)
“Fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.”— M. Burbery, L'eleganza del riccio.
Quando si parla di fragilità penso alla pelle delle persone anziane, alla pelle di mia nonna. Da bambina, quando guardavo mia nonna, la mia attenzione cadeva sempre sulle braccia, in particolare sugli avambracci, e sulle gambe, perché in queste parti del corpo la cute si presentava sottile, molto sottile, con delle macchie color porpora, apparendo ai miei occhi come una pellicola trasparente poco resistente. Ricordo che la sua pelle, in quelle parti del corpo, si lacerava subito e le ferite tardavano a guarire. Stavo attenta a toccarla o a stringerla, temevo potesse farsi male. Ecco, era estremamente fragile.
“Tali siamo quali la natura ci ha formato: fragili.”— William Shakespeare, La dodicesima notte (1600 ca.) II, II. - III (Viola)
“Chi ti ama sente la necessità di coccolare la tua fragilità fino a trasformarla in un punto di forza, perché è proprio lì che vede bellezza, nelle imperfezioni che ti rendono speciale. Nelle mancanze che ti rendono affamata d'amore.”— Roberto Emanuelli
titengoaunmillimetrodalcuore-de:
“Sei troppo fragile
per quello che ti circonda
basta una parola storta
e cambi umore ogni volta
bastano pochi secondi
per toglierti il sorriso
e rinchiuderti dentro
quel tuo mondo proibito,
sei troppo fragile
perché piangi
ogni volta che ti perdi
e non sai più dove andare
perché nessuno capisce
quello che vorresti fare,
sei troppo fragile
per i tuoi sorrisi mancati
per i tuoi sogni andati
per ogni volta che ci speri
che qualcosa cambi
ma poi ti ritrovi sempre
in mezzo agli stessi guai”
- Marco Polani
E lei era fragile
proprio come
una rosa.
Ma metteva
tante spine
attorno a sè
per evitare che
qualcuno
ne venisse a conoscenza.
“Mi spaventa la fragilità umana. Un singolo evento può condizionare la nostra vita. Siamo fatti di vetro: all'apparenza sembriamo resistenti, ma basta un colpetto nel punto giusto per sbriciolarci. Un colpo “fisico”, come una malattia incurabile, la perdita di una persona cara o qualsiasi altro incidente; un colpo “psichico”, come il saluto mancato della donna amata, la fine di una relazione, un sogno infranto. Siamo vulnerabili da tutti i lati perché siamo umani e proviamo delle emozioni. Per questo motivo abbiamo bisogno di qualcuno accanto: è vero, sarà anch'esso “fragile”, ma due lastre di vetro sovrapposte resisteranno meglio ai colpi della vita.”— Neversurrender




